WORKSHOP WATA ASD: 25 - 26 MAGGIO

IL TURSIOPE: BIOLOGIA, STORIA EVOLUTIVA, INTERAZIONE

Il tursiope è un cetaceo, i cetacei sono un infraordine di mammiferi euteri (che hanno placenta), completamente adattatisi alla vita acquatica. Il tursiope è l’abitante per eccellenza dei nostri mari, è presente in tutti gli oceani del mondo dalle acque costiere a quelle temperate. In Italia la sua presenza è continua nel mar Ligure, nel Tirreno, nel canale di Sicilia, fino a diventare la specie preponderante nell'Adriatico in particolare nella parte settentrionale. I tursiopi sono stati tra i primi cetacei ad essere mantenuti in cattività, hanno dimostrato di essere estremamente adattabili alla vita nei delfinari. E’ stata raccolta una gran mole di dati sulle loro interazioni diadiche, questi dati sono utili alla salvaguardia della specie stessa. Molti delfini spiaggiati sono stati riabilitati ed inseriti nuovamente in mare, grazie alla conoscenza ottenuta dagli esperti dallo studio dei soggetti ospiti in cattività.
STORIA EVOLUTIVA
Gli antenati dei delfini vivevano e camminavano sulla terra. Dalle ricerche effettuate dagli studiosi nel corso dei secoli, appare evidente che siano strettamente imparentati con i mammiferi con zoccoli chiamati “ungulati”. Questa parentela è sostenuta da reperti fossili risalenti a 50 milioni di anni fa. Possiamo supporre che questi animali che abitavano l’America del nord, l’Europa e l’Asia, siano diventati adatti a nutrirsi dell’abbondante cibo presente nelle acque di Tetide, un grande mare che un tempo si estendeva dal Mediterraneo fino oltre l’India. In breve tempo, questi animali, per potersi procacciare il cibo hanno assunto abitudini anfibie e hanno avuto enormi cambiamenti fisiologici per potersi adattare alla vita nelle acque. La folta pelliccia che possedevano è piano piano scomparsa, si è sviluppato al suo posto uno spesso strato di grasso. Migliora notevolmente la loro capacità di utilizzare occhi e reni in risposta ad un diverso equilibrio salino, ed anche la capacità di vedere e udire sott’acqua.
Analizziamo insieme quali sono le caratteristiche fisiche del Tursiope oggi. Il delfino è un mammifero: respira aria, partorisce ed allatta i suoi cuccioli. La colorazione del corpo varia da un grigio scuro sul dorso sino ad arrivare ad un bianco rosato sul ventre. Il ventre è ricoperto da uno spesso strato di grasso. Questo grasso “blubber”, ha due funzioni: 1.contribuisce a difenderli dal freddo agendo come un lubrificante, 2. fa si che non si crei attrito con l’acqua durante il nuoto. I delfini durante la navigazione possono raggiungere velocità di 40/50 km orari. Vivono circa 30/35 anni in mare, molto di più in ambiente controllato grazie alla prevenzione ed alla cura che ricevono da parte dell’uomo. Il corpo del Tursiope è idrodinamico e perfettamente adattato alla vita acquatica. Osservando attentamente il suo corpo, possiamo notare tre tipi di pinne: le pettorali, la caudale, la dorsale. Le pinne sono formate da tessuto connettivo e servono per la termoregolazione corporea. Le pinne pettorali conservano ancora all’interno delle piccole ossa simili alle falangi delle nostre dita, dimostrazione che un tempo questi animali vissero e camminarono sulla terra.

I delfini respirano aria da un'unica grande narice chiamata: “sfiatatoio”, il loro naso, che è posto sulla sommità del capo chiamato “melone”. Possono raggiungere apnee di 8/10 minuti (questo naturalmente varia in base alla profondità in cui si immergono ed all’habitat in cui vivono).

Il loro muso si chiama “rostro”, è tozzo e robusto. Il rostro è la sede del tatto oltre alle le pinne. I delfini utilizzano queste parti del corpo per interagire con oggetti o con altri individui del branco, per sondare quello che vogliono studiare da vicino. Il rostro è anche una potente arma da difesa contro i nemici, se viene utilizzato insieme alla forza della coda può infierire colpi mortali.

I Tursiopi hanno circa 70/80 denti tutti uguali e tutti conici, li utilizzano solamente per afferrare il cibo che viene ingoiato intero. I delfini si nutrono di: aringhe, cefalopodi, sgomberi.

Vedono chiaramente sia fuori che dentro l’acqua. Gli occhi sono posti lateralmente rispetto al capo, hanno quindi una visione laterale non esattamente frontale. Oltre a questa vista ne hanno una supplementare, molto evoluta, un sofisticato meccanismo chiamato: “sonar o ecolocalizzazione”. Con il sonar possono emettere un’ onda chiamata “click”. Il click si forma grazie a dell’aria contenuta nelle sacche nasali. Quando l’onda colpisce il bersaglio che ha di fronte a se, forma un eco di ritorno il quale fornisce al delfino l’immagine esatta di quello che ha davanti. Il sonar ha quindi una funzione orientativa o anche predatoria. I delfini possono così orientarsi di notte, in acque torbide e possono anche cacciare. Durante la caccia che avviene nei fondali marini, il sonar viene utilizzato per stordire le prede che sono sotto la sabbia, le quali vengono subito dopo ingerite in quanto incapaci di scappare. I delfini comunicano fra di loro grazie ad una vasta gamma di suoni e fischiettii chiamati “burst” e “fischi”. I fischi servono per identificarsi nel branco, ogni cucciolo sin dalla nascita imita “il fischio” della madre, chiamato “fischio firma”. Questo gli permette negli anni a seguire, di poterla ubicare nel branco oltre che a farsi riconoscere dalla madre stessa. Il cucciolo utilizzerà “il fischio firma”, per tutta la sua vita. I “burst”, sono una serie di suoni ad impulsi che servono per lo più per la comunicazione sociale.

GRAVIDANZA.
La gestazione di una femmina di Tursiope dura 12 mesi e partorisce un cucciolo alla volta. Il parto è “podalico”, avviene di coda ed in acqua.

SOCIALITA'
I Tursiopi possono vivere in due gruppi distinti: i gruppi costieri ed i gruppi pelagici. I gruppi costieri sono formati da pochi individui 10/15, sono di colore più chiaro e di dimensioni più piccole. I gruppi pelagici sono formati da molti individui 200/300, di colore tendenzialmente più scuro e di dimensioni più grandi. Questa capacità di mimetizzarsi con nell’ambiente e utile alla loro sopravvivenza. I delfini sono predatori si cibano di piccoli pesci e cefalopodi ma possono essere a sua volta predati da animali più grandi: come le orche, gli squali e ..l’uomo. Le minacce principali per questi animali in mare sono le catture accidentali in attività di pesca, l’inquinamento chimico e quello acustico. Lo studio di questi animali in cattività ha permesso la raccolta di molti dati e la creazione di data base utili oggi alla cura ed alla preservazione della specie. Sappiamo meglio come intervenire, come interagire con loro in caso di necessità o di cure mediche. Sono progrediti notevolmente gli studi sui metodi di inseminazione artificiale per le specie a rischio di estinzione. La ricerca continua giorno dopo giorno, molte sono le persone impegnate nello studio e nella scoperta di questo stupendo ed evoluto animale che è il delfino.