Il tursiopE

Il tursiope è un cetaceo, i cetacei sono un infraordine di mammiferi euteri, (che hanno placenta), completamente adattatisi alla vita acquatica.
Il tursiope è l’abitante per eccellenza dei nostri mari è presente anche in tutti gli oceani del mondo, dalle acque costiere a quelle temperate. In Italia la sua presenza è continua nel mar Ligure, nel Tirreno, nel canale di Sicilia, fino a diventare la specie preponderante nell'Adriatico, in particolare nella parte settentrionale. Poiché i tursiopi sono stati tra i primi cetacei ad essere mantenuti in cattività, hanno dimostrato di essere estremamente adattabili alla vita nei delfinari, è stata raccolta una gran mole di dati sulle loro interazioni diadiche.
Gli antenati dei delfini vivevano e camminavano sulla terra. Dalle ricerche effettuate dai paleontologi appare evidente che siano strettamente imparentati con i mammiferi con zoccoli chiamati “ungulati”. Questa parentela è sostenuta da reperti fossili risalenti a 50 milioni di anni fa. Possiamo supporre che questi animali che abitavano l’America del nord, l’Europa e l’Asia, siano diventati adatti a nutrirsi dell’abbondante cibo delle acque di tetide, un grande mare che un tempo si estendeva dal Mediterraneo fino oltre l’India, ed in breve tempo abbiano assunto abitudini anfibie. Ci furono dei rapidi cambiamenti fisiologici per la vita nelle acque. La folta pelliccia è scomparsa, lo sviluppo di uno strato isolante di grasso, la capacità di utilizzare occhi e reni con un diverso equilibrio salino, la capacità di vedere e udire sott’acqua.
Analizziamo insieme quali sono le caratteristiche fisiche del tursiope oggi. Il delfino è un mammifero, respira aria, partorisce ed allatta i suoi cuccioli. La colorazione del corpo varia da un grigio scuro sul dorso sino ad arrivare ad un bianco rosato sul ventre. Il ventre è ricoperto da uno spesso strato di grasso. Questa adipe ha due funzioni: contribuisce a difenderli dal freddo e agendo quasi da lubrificante fa si che non si crei attrito con l’acqua durante il nuoto. Per questo motivo i delfini possono raggiungere velocità in navigazione di 40/50 km orari.
Vivono sino a circa 30/35 anni in mare, molto di più in ambiente controllato grazie alla prevenzione ed alla cura dell’uomo. Ad oggi la normativa CITES Associazione Nazionale Forestali sul mantenimento di questi animali in cattività è molto curata e delineata e contribuisce alla corretta conservazione della specie.
Il loro corpo è idrodinamico ed adattato alla vita acquatica. Osservandolo attentamente, possiamo distinguere tre tipi di pinne: le pettorali, la caudale, la dorsale. Le pinne sono formate da tessuto connettivo e servono per la termoregolazione corporea. Le pinne pettorali conservano ancora all’interno delle piccole ossa simili alle falangi delle nostre dita, dimostrazione che un tempo questi animali vissero e camminarono sulla terra.
I delfini respirano aria da un'unica grande narice chiamata: “ sfiatatoio”, il loro naso, che è posto sulla sommità del capo chiamato “melone”. Possono raggiungere apnee di 8/10 minuti, questo naturalmente varia in base alla profondità in cui si immergono ed all’habitat in cui vivono.
Il loro muso si chiama “rostro”, è tozzo e robusto. Il rostro è la sede del tatto ed anche le pinne. Utilizzano queste parti del corpo per interagire con oggetti o con altri individui del branco, per sondare quello che vogliono studiare da vicino. Il rostro può essere una potente arma da difesa contro i nemici e se viene utilizzato insieme alla forza della coda può infierire colpi mortali.
Hanno circa 70/80 denti tutti uguali e tutti conici, non li utilizzano per afferrare il cibo che viene ingoiato intero. I delfini si nutrono di: aringhe, cefalopodi, sgomberi, capelin.
Vedono chiaramente sia fuori che dentro l’acqua. Gli occhi sono posti lateralmente rispetto al capo, hanno quindi una visione laterale non esattamente frontale. Oltre a questa vista ne hanno una supplementare, molto evoluta, un sofisticato meccanismo chiamato: “sonar o ecolocalizzazione”.
È un’ onda chiamata “click” che viene emessa grazie a dell’aria contenuta nelle sacche nasali. Quando l’onda colpisce il bersaglio che ha di fronte a se, forma un eco di ritorno che fornisce al delfino l’immagine esatta di quello che ha davanti. Il sonar ha quindi una funzione orientativa e predatoria. Possono orientarsi di notte, in acque torbide e cacciare. Nella caccia che avviene nei fondali marini il sonar viene utilizzato per stordire le prede che sono sotto la sabbia.
Comunicano fra di loro grazie ad una vasta gamma di suoni e fischiettii chiamati burst o fischi. I fischi servono per identificarsi nel branco, ogni cucciolo copia sin dalla nascita ed imita “il fischio firma” della madre, questo gli permette di ubicarla nel branco e lo utilizzerà per tutta la sua vita. I burst sono una serie di suoni ad impulsi che servono per lo più per la comunicazione sociale.
La gestazione dura 12 mesi e partoriscono un cucciolo alla volta. Il parto è “podalico”, avviene quindi di coda e in acqua. I Tursiopi possono vivere in due gruppi distinti in mare: i gruppi costieri ed i gruppi pelagici.
I gruppi costieri sono formati da pochi individui 10/15, sono di colore più chiaro e di dimensioni più piccole. I gruppi pelagici sono formati da molti individui 200/300, di colore tendenzialmente più scuro e di dimensioni più grandi. Sembra che questa sorta di camaleontismo gli permetta di mimetizzarsi nell’ambiente. Anche se di base sono predatori i delfini possono essere a sua volta predati da orche, squali e dall’uomo.
Le minacce principali per questi animali in mare sono le catture accidentali in attività di pesca, l’inquinamento chimico e quello acustico.
Lo studio di questi animali in cattività ha permesso la raccolta di molti dati e la creazione di data base utili oggi alla cura ed alla preservazione della specie. Sappiamo meglio come intervenire, come interagire con loro in caso di necessità o di cure mediche. Sono progrediti notevolmente gli studi sui metodi di inseminazione artificiale per le specie a rischio di estinzione. La ricerca continua giorno dopo giorno, molte sono le persone impegnate nello studio e nella scoperta di questo stupendo ed evoluto animale che è il delfino.